‘A vermenara.

Non ho mai capito il suo vero nome e lei a me non si è mai presentata: nasce nella mia mente come la figlia della portiera.
In italiano il termine corretto è portinaia ma in napoletano per tutti la guardiana di un  palazzo è una portiera, cioè persona-pezzo, una persona che persona non è, è una funzione: appunto, una portiera. Della portiera nessuno si chiede i reali pensieri e la reale vita, della portiera nessuno si interessa, perché le persone-pezzo devono avere sentimenti semplici affinché non si aggiungano a complicare i nostri, i soli a essere umani. 

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La febbre e il fuoco

Quando ero piccola, se la temperatura saliva troppo deliravo.
Mi capitava spesso di avere febbri da cavallo, che arrivavano a 39°, a volte 40°.
Perdevo la cognizione del mondo e la realtà si costellava di allucinazioni.

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Notte 22 di quarantena.

 Giovedì 2 aprile 2020 – Giorno 23 di quarantena.

Stanotte ho sognato di scappare in bicicletta verso il mare.

Nel sogno esco dalla porta di casa, chiamo l’ascensore e aspetto in silenzio che il cerchio rosso attorno al numero “6” smetta di pulsare in modo sanguigno, consapevole che a pomparci dentro globuli rossi e piastrine è proprio il battito della mia paura.

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Sono le 22.30, siamo oltre il coprifuoco.

Sono le 22.30, siamo oltre il coprifuoco.

Vado via da una casa che non è mia.

È una serata confusa, a spingermi in strada sono le luci di una sirena che ancora non c’è e che non voglio incrociare, oltre a una dose di pensieri che dimentico dal sesto al primo piano.

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