Una mia cara amica, più grande e matura di me, quando ero adolescente una volta mi disse “fatti più amici possibili, sempre, perché non saprai mai chi troverai accanto nel momento del bisogno.
Non dare per scontato che ognuno nella tua vita avrà il ruolo per il quale è entrato”.
Per anni l’ho considerata una sentenza troppo pessimistica di una persona già scottata dalla vita, un tentativo gratuito e inconsapevole di estendere su di me la bruciatura di un tentacolo di medusa che non mi avrebbe mai toccata.
Eppure crescendo quel monito è tornato spesso a farmi visita, come fanno i ragionevoli dubbi nei quali proviamo a non inciampare, terra d’ortica sulla quale proviamo a non cadere.
Da allora ogni anno mi confronto con questa frase come se fossi a un giro di boa: analizzo i tentacoli di questa verità e i suoi filamenti bianchi diventano sempre meno minacciosi, assumono quasi un aspetto familiare come una cruda prova di verità davanti al banco del tempo.
