“Noi vivi” della Galleria Borbonica.

“Noi vivi”: nel cuore della Galleria Borbonica, ci sono letti disfatti dal tempo e carrozzine arse come cenere al suolo.

A 25 metri dalla città che non dorme mai, un’altra vita, quella restituita dal passato, riposa e si risveglia solo sotto gli occhi di chi la guarda.

Si raccontano da sole due scritte: una che segna un allarme dato durante i bombardamenti, a ora di pranzo, durante il pieno movimento della città; un’altra che riporta “noi vivi”, parole incise nella pietra di tufo, la pietra friabile e sicura che ha accolto i napoletani in varie epoche, una pietra accogliente e fredda che protegge solo chi crede con fede alla sua incrollabilità.

“Noi vivi” è un gruppo di persone che resiste e che nel sottosuolo dimentica il fragore dei palazzi che crollano nella “città positiva”, quella che sopra esiste e sottoterra è il rovescio della medaglia delle paure di Napoli.
“Noi vivi” è la bandiera della città “negativa”, quella nata per sottrazione proporzionale e naturale alla Napoli che la sovrasta.

“Noi vivi” vuol dire “noi vivi siamo qui”: inossidabili, indistruttibili, a pezzi, ma che non rinunceremo mai a ricordarci che “noi [siamo] vivi”.

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